No alla riapertura della discarica di Pecol dei Lupi. Lo chiede il comitato nato a gennaio 2020 per portare avanti questa battaglia in rappresentanza di 484 cittadini del Cormonese che, tra febbraio e marzo, prima del blocco causato dal Coronavirus, hanno firmato una petizione (sulla piattaforma digitale si contano ulteriori 357 firme) il cui obiettivo è la chiusura definitiva del sito, dal 2017 sotto sequestro, senza conferimento di altro materiale. “Il consorzio Isontina Ambiente e il Comune di Cormons – è stato ribadito oggi in Aula, all’atto della consegna della petizione al presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin – per mesi hanno affermato che, per chiudere, era necessario fossero accolti ancora 35mila metri cubi di rifiuto secco residuo proveniente dai 25 comuni dell’ex provincia di Gorizia e 3 dell’ex provincia di Trieste. Ma, a inizio aprile 2020, il consorzio ha presentato un’istanza di verifica di assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale (Via) di un progetto che prevede una variante alla chiusura con il conferimento, per 18 mesi, di altri 47.441 metri cubi di materiali”. Claudio Bertos, Michele Tufful e Stefano Pussig, in rappresentanza del comitato hanno spiegato che “il territorio ha già dato e per più di 20 anni, ora basta”, una riflessione che è stata fatta propria anche dai consiglieri regionali firmatari, da Tiziano Centis (Citt) a Ilaria Dal Zovo (M5S), Furio Honsell (Open FVG) e Massimo Moretuzzo (Patto). “Da dicembre 2010 – hanno evidenziato i presenti – si è deciso di non conferire più alcun rifiuto in quella discarica. La previsione dei 35mila mc già ci pareva enorme e preoccupante, oggi però chiedono addirittura che sia di oltre 47mila mc. Noi, all’opposto, chiediamo che sia ripreso il progetto del 2015 della stessa Isontina Ambiente che prevede esclusivamente una movimentazione interna dei rifiuti. Ciò per la salvaguardia della salute dei cittadini e dell’ambiente. Inoltre, desideriamo che vi sia maggiore trasparenza nella gestione della discarica e nella pubblicazione dei dati ambientali, in particolare riguardo la presenza di elementi inquinanti. Abbiamo, infatti, scoperto che in passato era stato trovato dell’arsenico in uno dei pozzi limitrofi”. Che non si tratti di richieste strumentali è stata l’opinione anche di Zanin, il quale farà pervenire la petizione alla IV Commissione consiliare, competente per materia, affinché inizi l’iter di esame del documento.