“È un bene che gli ambientalisti sloveni finalmente abbiano colto la gravità del rischio al quale sono esposti la Val Rosandra e il suo ecosistema a causa al raddoppio della linea ferroviaria Capodistria-Divaccia e delle relative gallerie sotterranee, che rischia di portare al prosciugamento dei torrenti Rosandra e Ospo. Un pericolo concreto che la Regione Friuli Venezia Giulia ha più volte evidenziato negli ultimi due anni esprimendo la propria contrarietà all’opera, come ha fatto anche il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare a esprime parere negativo sull’opera. Lo ha dichiarato l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Fabio Scoccimarro, dopo l’invio anche alla Regione di una lettera da parte dei Verdi della Slovenia che chiede il blocco dei cantieri per il raddoppio della linea ferroviaria. Scoccimarro ha rimarcato che “tale missiva più che alla Regione avrebbe dovuto essere inviata ai gruppi ecologisti operanti in Friuli Venezia Giulia, che paiono poco sensibili a questo tema” e ha evidenziato che “nonostante gli accordi internazionali prevedano per questo tipo di opera il parere favorevole anche del nostro Paese, le autorità slovene hanno comunque dato il via ai cantieri. È quindi prioritario che il nostro Governo, il parlamento e i nostri deputati a Bruxelles spronino le autorità slovene, nelle rispettive sedi di competenza, per ottenere la sospensione e la revisione di quest’opera fortemente impattante”. L’assessore ha quindi spiegato che “la contrarietà al cantiere da parte dell’Amministrazione regionale è stata confermata anche nel corso dell’incontro bilaterale tra il Governo sloveno e la Regione svoltasi a Capidistria nel novembre del 2019. Dato che i rapporti ufficiali avvengono tra Stati, il governatore Fedriga a novembre di quest’anno ha sollecitato il presidente del Consiglio Conte e il ministro dell’ambiente Costa ad adottare le adeguate procedure nei confronti del Governo sloveno per bloccare l’opera e se necessario ricorrere alla Corte di giustizia europea. I rapporti tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia devono essere impostati sul rispetto delle reciproche posizioni sia quando si sviluppano progetti comuni, che portano fondi europei sui territori, sia su temi delicati e di grande rilevanza per la cittadinanza come quelli ambientali”. Scoccimarro ha infine precisato che “la scarsa attenzione degli ambientalisti della nostra regione su un argomento di tale rilevanza lascia stupiti, soprattutto se si considera che alcuni anni fa l’allora vicepresidente della Regione venne denunciato, e poi assolto, per avere fatto eseguire un intervento di pulizia dell’alveo del torrente Rosandra che ha messo in sicurezza da esondazioni la Val Rosandra e i suoi abitanti. Auspico quindi che l’azione avviata dai Verdi della Slovenia porti alla nascita di un coordinamento tra le associazioni ecologiste italiane e slovene che esprima, nelle dovute sedi, la propria contrarietà a un cantiere che rischia di danneggiare pesantemente un’importante nicchia ecologica”.